MyFi, il primo radio walkman satellitare è fra di noi

Le radio via internet e anche quelle satellitari sono una vera e propria manna. Diciamolo.

A differenza delle radio in FM che spopolano nel patrio etere, queste stazioni che viaggiano su media alternativi sono decisamente più varie e mettono a disposizione dell’ascoltatore canali dedicati alle “peggio” cose.

Peggio cose? Beh, diamo un’occhiata ai canali di XM, una radio satellitare con oltre 2 milioni di iscritti:

  • Special X Pop & Hits – Just Plain Wierdness
  • The Torch – Christian Christian Music that Rocks
  • Bluegrass Junction Country – From Bluegrass to Newgrass
  • Si, lo so, non ne potete fare a meno! Ma prima o poi uscirete di casa, non avrete sotto mano un ricevitore satellitare radio o internet e dovrete soffrire nel dolore di non poter sentire cotanta bellezza.

    MyFi

    Ora, se proprio volte farvi male, sappiate che Delphi ha prodotto MyFi, il primo ricevitore radio satellitare walkman, fatto apposta per sintonizzarvi sui canali di XM.

    C e n t o t r e n t a canali di musica a portata di mano e 5 ore di registrazioni direttamente sul disco da 128 Mb incorporato, giusto per non perdersi lo spettacolo in caso di mancata copertura.

    Siete contenti? Si? Ok, iniziate a sborsare 350$. Contenti? Si? Ok, iniziate a sborsare 10$ al mese per l’abbonamento ai vari canali radio.

    Contenti? Si? Ma…insomma…ancora non avete imparato?

    Un mese è passato

    Che noia.

    E’ da un mese che non aggiorno il blog.
    Vorrei stupirvi con effetti speciali e mirabolanti, ma non c’è trippa per gatti.
    Belle cose sono accadute, brutte cose sono passate.
    Insomma, vacua normalità.

    Mi invento qualcosa e domani riempio un altro post, un po’ più decente.

    Bye

    Vacanze romane

    Roma, sole cocente.

    Sono in giro con la mia macchinuzza e il cuginetto, che come al solito ha preso appuntamenti a orari impossibili con frequenze improbabili.

    Veniamo dalla provincia di Benevento, con una Bravo 1200. Ora, o partiamo alle 6 del mattino, o alle 9:30 non saremo mai in un posto sperduto alla periferia di Roma, luogo di cui non conosciamo le coordinate e le vie di accesso. Ma lui, imperterrito, continua a fissare appuntamenti che non possono essere mantenuti.

    Siamo all’appuntamento. Giusto 1 ora e mezza di ritardo, nulla di pi?lefona la persona con la quale abbiamo il secondo appuntamento. Ovviamente, siamo gi?n ritardo anche su questo.

    “Ok, va bene, facciamo per le due!”, esclama inveterato il cugino.

    “…no…ma che dici, digli che arriviamo alle 14:30: è l’una e non ci siamo ancora accommiatati dai nostri interlocutori. Fai le due e mezza, non sappiamo nemmeno dove ci troviamo ora e nessuno di noi due conosce Roma. Prendi tempo…”, suggerisco io.

    “No, no. Alle 15 ha un altro appuntamento e dobbiamo prima parlare di alcune cose”.

    Ore 13:30.

    Siamo sulla Tangenziale Est, io di Est conoscevo solo la tangenziale di Milano, ero convinto che a Roma esistesse solo il Grande Raccordo Anulare.

    Pieno di benzina.

    “Si va di qua per il Grande Raccordo Anulare”, esclama impaziente il cugino.

    “E da cosa l’arguisci, visto che non ci sono cartelli che indichino una tale evenienza?”, ribatto io.

    “Me lo ricordo dall’altra volta, quando ci eravamo persi sulla tangenziale Est”.

    Bene, ricordavo il posto, non ricordavo si chiamasse tangenziale Est. Andiamo bene…

    Proseguiamo sulla tangenziale, fra le proteste del cugino.

    Squilla il telefono, è il cliente che abbiamo lasciato da poco.

    “Prendi tu la telefonata, io sto mangiando un panino”, dice il parente.

    “Ma se ci stai trattando tu con questa persona! E poi sto guidando”, rispondo io.

    “Sto mangiando!”

    Prendo il telefono, giusto in tempo per vedere una enorme insegna che indica l’uscita per il Grande Raccordo Anulare. Ovviamente, con una mano sul volante e l’interlocutore nell’orecchio, glisso l’uscita.

    Proprio non ci riesco a lanciarmi in uno slalom nel traffico romano, parlare con un cliente e tenere a bada le lamentele del cugino.

    Il cugino sbraita.

    Ah! ricordo che questo posto, a detta del parente, si trova all’EUR.

    Taglio per le vie del centro, direzione EUR. Il cugino ringhia inferocito “Torna sul Grande Raccordo Anulare”.

    Fa caldo, ma perché non si calma un po?

    A un certo punto, iniziamo a vedere stupende costruzioni romane, ruderi e monumenti che sanno di antico.

    “Che bello!”, esclamo io.

    “Ma ndo cazzo siamo finiti! Siamo nel centro storico!”, ribatte lui

    Cerco di minimizzare e cerco una via di uscita verso l’EUR.

    A un certo punto si staglia di fronte a noi un’arena…

    “Cazzo, mi hai portato al Colosseo!”, inveisce il cugino.

    Tattica evasiva, minimizzare l’accaduto…

    “Ma no, figurati. E’ un’arena qualunque. Roma è piena di arene!”

    Giro, mi trovo in piena zona a traffico limitato, davanti al colosseo, insieme ai taxi, dietro agli autobus, di fronte ai carabinieri, accanto ai cavalli!

    In sequenza sfilano:

    Altare della pace
    Ara coeli
    Colosseo
    Ruderi non identificati
    Viale dei fori imperiali
    Conventi e convitti

    Insomma, una debacle totale del mio senso dell’orientamento. Pi?to di uscire, pi?si parano di fronte pezzi di storia dell’impero!

    Per tenere tranquillo il cugino, gli do retta e giro per le strade che mi indica.

    Sfrecciamo di fronte a:

    Palazzi dell’INA
    Sede BNL
    Sede UniCredit

    Poi, piano piano, arriviamo al Grande Raccordo Anulare, quasi vicini alla nostra meta. Poche uscite e siamo arrivati dal cliente.

    Ore 14:33

    Incontriamo il cliente.

    “Errico, lo sapevo che di te non mi dovevo fidare. Sei in ritado di mezz’ora”, dice il cliente

    Errico mi guarda male…

    “Te l’avevo detto io di dire alle 14:30”, rispondo candidamente io.

    E aggiungo, perfido…

    “Se avessi detto alle 14:30, avremmo ritardato solo di 3 minuti. E nel traffico di Roma è comprensibile”.

    Italiano approssimativo compreso, giusto per farlo incavolare un poco di più.

    Au revoir!

    E qui si langue

    Uhmmm….questa trasferta al sud dissecca la mia pur esile vena creativa. Dieci giorni e non ho scritto nulla.
    Vediamo…giusto per riempire…un po’ di puntini di sospensione, qualche interiezione, una manciata di frasi sospensive…Sono gi

    On the road

    Ok, non sono Kerouac. Questo lo sapevo pure io. D’altronde, la mattina, quando mi guardo allo specchio, ci trovo un altro li, a fissarmi.
    Per